domenica 9 gennaio 2011

Ottimista

L'Ottimista: "Amiamo  la vita, la famiglia, il mondo, il sole, le stelle. Siamo affascinati dalla grandezza e dalla varietà del nostro pianeta e dell’universo, siamo incuriositi dal suo vivere, i suoi misteri ci sfidano, ma ancora di più siamo innamorati dell’umanità, di tutte le persone, grandi o piccole, sane o malate, povere o ricche, tristi o allegre. Sappiamo che la vita porta gioie e dolori, sorrisi e lacrime, ma intendiamo viverla pienamente e appassionatamente, cercando verità, giustizia, bellezza, amore, condivisione, fraternità. Vogliamo raccontare le buone notizie e portare ovunque allegria e buon umore."
Un incontro che potrebbe risultare utile. Me lo ha portato la Befana.

sabato 1 gennaio 2011

2011

Avevo bisogno di un modello di pagina. Un modello che risultasse corretto e subito disponibile per raccogliere qualche riflessione da primo dell'anno 2011.
Ho trovato questo modello, quasi per caso.
Primo giorno dell'anno 2011 e, anche, del secondo decennio del terzo millennio. Insomma primo. E sarà subito sera, come qualsiasi altro giorno.
Effimera situazione valida comunque per 24 ore. Da un sorgere a un calare del sole, una delle unità di misura che siamo usi concepire.
A questo riguardo e nel mio caso con oggi ho raggiunto la quantità di 25.778 giorni dal mio apparire il 4 di giugno del 1940. Però!
Il tramonto del sole si sta già concludendo e così deve essere nel sistema che mi accoglie. Nel suo spazio ho realizzato questa pagina e in essa ho ripreso una foto del 29 dicembre scorso, rara giornata di sole. Il sole si è fatto desiderare in questo ultimo periodo. Tanta pioggia e anche freddo.
A 25.778 giorni non si fanno propositi e si consuma il presente, per ciò che viene concesso dall'esserci. E io sono, questo è certo, per questo momento. Ciò
che seguirà sarà naturalmente accettato, per cui non costituisce un programma, un desiderio, un'attesa.
Vivo!

venerdì 24 dicembre 2010

Mario Malaguti

Mario Malaguti nelle pagine pipl. Link.

lunedì 29 novembre 2010

pasta e . . .

Pasta, patata e prosciutto cotto.

Prosciutto cotto con osso, tagiato a dadini,  patata tagliata a dadini,  scalogno appassito in olio di oliva a fuoco molto basso; aggiunta del prosciutto, saltare con amore, senza fretta che prenda colore; sfumare con vino sempre con amore; aggiunta la patata, regolare con acqua tiepida, procedere senza fretta fino a quando la patata si sia ammorbidita secondo il proprio gusto; qualche foglia di salvia, aggiunta la salvia; lasciare insaporire senza fretta; aggiunta la pasta cruda, mescolare con cura, aggiungere acqua tiepida, poca a spesso; la cottura della pasta continua come un risotto; rimestare con delicatezza; parmigiano e pecorino; a fuoco spento aggiunti poco alla volta i due formaggi e un filo d'olio di oliva crudo; la pasta, patate e prosciutto è sul piatto e buon appetito. Alla salute!

Video

giovedì 25 novembre 2010

Fotografia

Passo ore a sfogliare le mie fotografie. Ognuna oltre a farmi godere l'immagine più o meno riuscita, evoca il momento dello scatto, esso stesso più o meno nitido nella mia memoria.
Ogni scatto dona il piacere di riproporre l'immagine ripresa e di attivare la memoria a quel momento. Può limitarsi a un ricordo del luogo, o far riemergere altri sentimenti, o sensazioni provate.
Un'unica immagine che ognuno vede a suo modo e che provoca diversi sentimenti, attuali, ma anche riemergenti dall'avere eventualmente partecipato al fatto fotografato.
Un sentimento del fotografo ha provocato lo scatto. La fotografia che ne è derivata continua a generare sentimenti, nuovi o riferiti alla personale visione della storia. Quella personale che l'immagine ripropone, o che solo propone.


In caccia di immagini il 26 aprile 2005 dai miei cugini Benetel.

lunedì 22 novembre 2010

ciao 96°

Ciao novantaseiesimo post nel blog Mario Malaguti.
Ieri sono riuscito a leggere tutti i precedenti 95 post e a uniformarne una decina.
Ho scoperto da pochi giorni che un blog può diventare un libro stampato.
L'attenzione posta a questo blog riguarda la valutazione se esso, nel suo complesso, possa prestarsi all'edizione in un libro.
Se per blog si deve intendere innanzi tutto la tenuta di un diario, allora i contenuti di questo blog rispettano questa definizione.



Alla fine di oggi, quindi con un'altra giornata di lavoro, avrò le idee più chiare.
Allora adesso al riposo e dopo al lavoro.
Settantenne sperimentatore!

domenica 21 novembre 2010

tagliatelline

Per la serie La cucina di casa mia:



Tagliatelline alla manteca podolica e semi di papavero. Piatto realizzato con tagliatelle de La pasta di Aldo e manteca podolica dell'Azienda Agricola Colantuono, proposte da Franco De Pieri di Latte e . . .

La pasta di Aldo. Lavorazione artigianale, impastata con sole uova, miscele di semole diverse per ogni formato e nazionali, essiccata appesa e lentamente, di facile digeribilità, molto porosa (assorbe bene e trattiene il sugo), buona riuscita nella cottura e nelle porzioni. Ingredienti: Semola di grano duro, uova 30%.




Manteca podolica dell'azienda Colantuono, probabilmente l'unica rimasta che fa la transumanza, quasi sempre a piedi. La manteca è fatta in azienda, utilizzando il latte proveniente esclusivamente dal proprio allevamento di vacche podoliche.


I Colantuono sono l'ultima famiglia d'Italia (forse d'Europa) che, con cinquecento vacche 'podoliche', razza antica portata qui dai Longobardi, pratica la transumanza.


Adempiendo al rito antico della pastorizia itinerante. "Questo ci è toccato in sorte e le mucche, come le rondini, devono migrare".


Felice Colantuono e la sua famiglia, d'origine molisana, hanno iniziato la transumanza nei primi del novecento. Non appena l'estate pugliese comincia a farsi sentire, portano il bestiame sulle montagne di Acquevive, in Molise. "Partiamo ogni anno, da quattro generazioni, con circa trecento mucche.
Attraverso i tratturi, o quel che ne rimane, camminiamo fino al Molise. E se c'è il sole ci scaldiamo, se c'è la pioggia ci bagniamo".


I tratturi sono le larghe vie erbose che, un tempo, quando la transumanza era abitudine, davano da mangiare al bestiame durante il viaggio, strade e pascoli allo stesso tempo, aperti dai Sanniti e tutelati dai Romani. Sulla carta ne esistono circa tre mila chilometri, ma oggi non sono più totalmente percorribili.


Da quando "il nuovo mondo" ci ha costruito attorno strade e città. "Ci mettiamo circa quattro giorni ad arrivare a destinazione - racconta Felice - e lo facciamo perché così si fa da sempre.
Le mucche devono stare bene, sempre libere nei pascoli e infatti le nostre non producono di certo i 40 litri di latte al giorno come quelle chiuse nelle stalle, ma molti di meno".