A forza di trovarmi a girare attorno ai problemi che corro il rischio di patire, o che già patisco per invasione da traffico automobilistico, persecuzione da rumore, eccetera, a questo punto questo sito internet diventa uno strumento per il coordinamento delle idee volte a rivendicare la supremazia del cittadino sulle istituzioni che il cittadino ha voluto concedersi per ottenere la prestazione di servizi.
E ritornando all'inizio di questa pagina, il mio cammino verso l'Europa, diventa ancora una volta una conquista che spetta al singolo cittadino, cioè che spetta a me stesso.
sabato 3 ottobre 2009
sabato 26 settembre 2009
La commercialità
La commercialità o meno di un'attività è determinata ai fini fiscali sulla base di parametri oggettivi che prescindono dalle motivazioni del soggetto che la pone in essere e dalle sue finalità.
In sostanza la qualificazione ai fini fiscali dell'attività deve essere operata verificando se la stessa possa ricondursi fra quelle previste dall'art. 2195 del codice civile o, qualora essa consista nella prestazione di servizi non riconducibili nel menzionato articolo (es. prestazioni didattiche, sanitarie, terapeutiche etc.), se venga svolta con i connotati dell'organizzazione, della professionalità e abitualità.
Il carattere di imprenditorialità può di fatto derivare anche dallo svolgimento di un solo affare in considerazione della sua rilevanza economica e della complessità delle operazioni in cui si articola e la funzione organizzativa dell'imprenditore può rilevarsi nel coordinamento dei mezzi finanziari nell'ambito di un'operazione di rilevante entità economica.
In sostanza la qualificazione ai fini fiscali dell'attività deve essere operata verificando se la stessa possa ricondursi fra quelle previste dall'art. 2195 del codice civile o, qualora essa consista nella prestazione di servizi non riconducibili nel menzionato articolo (es. prestazioni didattiche, sanitarie, terapeutiche etc.), se venga svolta con i connotati dell'organizzazione, della professionalità e abitualità.
Il carattere di imprenditorialità può di fatto derivare anche dallo svolgimento di un solo affare in considerazione della sua rilevanza economica e della complessità delle operazioni in cui si articola e la funzione organizzativa dell'imprenditore può rilevarsi nel coordinamento dei mezzi finanziari nell'ambito di un'operazione di rilevante entità economica.
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venerdì 18 settembre 2009
i brunetta
Il "Registro dei brunetta" potrebbe essere una furbata sullo stile delle innovazioni che tenta di introdurre in Italia Renato Brunetta, ministro per la Pubblica amministrazione e l'Innovazione.
I "brunetta" sarebbero dei comuni cittadini che, protestando di meno e opponendosi meglio alla mala pubblica amministrazione, seguendo comunque le procedure permesse dagli ordinamenti vigenti, opterebbero per collaborare al fine primo di tentare una scappatoia a loro utile, e secondo, al fine di contribuire in modo pratico a tagliare costi e tempi dipendenti da chi, stipendiato per amministrare, non sa da che parte orientarsi per meglio amministrare.
Poiché la disgrazia rappresentata dalla "Pubblica amministrazione" è un peso che ben sappiamo di pagare e sopportare nel quotidiano, non resta che collaborare per apportare contributi pratici. Insomma, qualcosa di diverso dal fare l'opposizione che sistematicamente non annuncia scelte migliori, e che comunque deve esprimere il vuoto di idee che la caratterizza. Attenta ai secondi che si è guadagnata di pretendere, per subissarci alla televisione di critiche, con le quali non si mangia, né si campa.
Collaborare con chi, dove, o come? L'idea è quella di iscriversi al "Registro dei brunetta" e, ben individuati in esso, avere titolo per segnalare la propria ultima esperienza con la Pubblica amministrazione. Un qualcosa di più evoluto, più impegnativo, ma forse pratico del sistema delle tre faccine, utile forse per sfogare le reazioni del cittadino senza commettere reati contro la persona.
I "brunetta" sarebbero dei comuni cittadini che, protestando di meno e opponendosi meglio alla mala pubblica amministrazione, seguendo comunque le procedure permesse dagli ordinamenti vigenti, opterebbero per collaborare al fine primo di tentare una scappatoia a loro utile, e secondo, al fine di contribuire in modo pratico a tagliare costi e tempi dipendenti da chi, stipendiato per amministrare, non sa da che parte orientarsi per meglio amministrare.
Poiché la disgrazia rappresentata dalla "Pubblica amministrazione" è un peso che ben sappiamo di pagare e sopportare nel quotidiano, non resta che collaborare per apportare contributi pratici. Insomma, qualcosa di diverso dal fare l'opposizione che sistematicamente non annuncia scelte migliori, e che comunque deve esprimere il vuoto di idee che la caratterizza. Attenta ai secondi che si è guadagnata di pretendere, per subissarci alla televisione di critiche, con le quali non si mangia, né si campa.
Collaborare con chi, dove, o come? L'idea è quella di iscriversi al "Registro dei brunetta" e, ben individuati in esso, avere titolo per segnalare la propria ultima esperienza con la Pubblica amministrazione. Un qualcosa di più evoluto, più impegnativo, ma forse pratico del sistema delle tre faccine, utile forse per sfogare le reazioni del cittadino senza commettere reati contro la persona.
Lucio Polo
Lucio Polo, dicono abbia fatto parecchia strada, ed è pura verità. A piedi, zaino in spalla e il cielo per cappello, ha camminato mezza Italia, vagabondando per le foreste svedesi, traversato la Spagna, un terzo di Germania, l'Irlanda del sud-ovest e le isole Aran. Tra una camminata e l'altra ha scritto ed è saltato da un lavoro all'altro – cameriere, erborista, giornalista free lance, venditore di sementi, pedagogista, addetto stampa, pubblico funzionario. Ma per lui, sempre la strada è stata ed è il luogo della vita, della libertà, dei pensieri trasvolanti come rondini tra le nuvole: della felicità insomma, e lo diverte il dubbio di essere stato concepito a mezza via, venendo la madre da Venezia e il babbo da Treviso. Per strada, mille anni fa, un gelato tra le mani di una fanciulla l'ha ammaliato, serrandolo in un sortilegio che è sia fonte dell'inesauribile sua gioia di essere, e di un certo modo di guardare alle cose della vita, sia fonte d'ispirazione per i suoi romanzi. Infatti, numerosi sono i romanzi da annoverare allo scrittore Lucio Polo, ambientati per lo più nei suoi luoghi natali, e nei luoghi scoperti lungo le sue ore di viaggio. Dopo "Week-end a Inisheer – tra Venezia e le Isole Aran all'interno di un matrimonio" edito da Nemo Editor, e di rientro da un viaggio a Lourdes, Lucio Polo, intervistato dallo scrittore Italo Facchinello, presenta al Caffè Letterario Adagio, sabato 05 settembre alle ore 18.30, il suo ultimo romanzo "A Venezia Pensione Calcina, camera 33" edito da IL LEGGIO.
Un romanzo che si sviluppa tra le vie di Venezia, attraverso le vicende familiari di Number One, analizzando via via la diatriba tra il mondo produttivo di un'acciaieria e il mondo della cultura, per concludersi nella Pensione Calcina camera 33.
Un romanzo che si sviluppa tra le vie di Venezia, attraverso le vicende familiari di Number One, analizzando via via la diatriba tra il mondo produttivo di un'acciaieria e il mondo della cultura, per concludersi nella Pensione Calcina camera 33.
martedì 2 giugno 2009
shop
Appena qualche giorno fa ho aperto, con tre articoli di prova, un negozio virtuale che risulta funzionante fino a concludere la cessione dell'articolo con il suo pagamento a mezzo PayPal.
Per visitare il negozio si può accedere da questo link, considerando che se si effettua l'acquisto di un articolo e lo si paga, in realtà si acquista un non prodotto reale, ma una verifica del funzionamento del negozio sviluppato con software della CoffeeCup. Un software dal costo che considero contenuto, vista la completezza offerta da questa applicazione di negozio di prova.
Quindi attenzione perché acquistate una verifica e non un ribbon, o nastro, come è descritto nel sito, a meno che non gradiate l'evazione dell'ordine che sarà costituito da un pezzetto di nastro. Ovviamente a giorni, appena sarà possibile, il negozio sarà in grado di offrire veri prodotti.
Per visitare il negozio si può accedere da questo link, considerando che se si effettua l'acquisto di un articolo e lo si paga, in realtà si acquista un non prodotto reale, ma una verifica del funzionamento del negozio sviluppato con software della CoffeeCup. Un software dal costo che considero contenuto, vista la completezza offerta da questa applicazione di negozio di prova.
Quindi attenzione perché acquistate una verifica e non un ribbon, o nastro, come è descritto nel sito, a meno che non gradiate l'evazione dell'ordine che sarà costituito da un pezzetto di nastro. Ovviamente a giorni, appena sarà possibile, il negozio sarà in grado di offrire veri prodotti.
lunedì 11 maggio 2009
Initinformatica
Michele Della Giacoma dell’Initinformatica mi ha appena lasciato a collaudare l'intranet che mi ha realizzato. Uno strumento di lavoro, da me atteso da anni e ora realizzato, in occasione di un prossimo lavoro all'estero. Un grazie a Michele per la realizzazione, sperando di costituire, soprattutto per l'Initinformatica, un modello di utente aperto alla sperimentazione collaborativa.
INIT, presentazione
Sistemistica informatica e progettazione reti
INIT è un'azienda che si occupa di consulenza sistemistica informatica.
In particolare:
a) ha messo a punto una buona specializzazione nell'assistenza tecnica su programmi CAD e di grafica;
b) ha realizzato strutture dinamiche per permettere il lavoro da remoto al personale aziendale e il lavoro da casa, in estrema sicurezza, per titolari e dipendenti con particolari esigenze e funzioni;
c) si è preoccupata di approfondire il tema della sicurezza per i collegamenti intranet/internet e la protezione dei dati aziendali;
d) si occupa della progettazione di reti informatiche specificatamente studiate per ogni singola realtà ed esigenza.
INIT, presentazione
Sistemistica informatica e progettazione reti
INIT è un'azienda che si occupa di consulenza sistemistica informatica.
In particolare:
a) ha messo a punto una buona specializzazione nell'assistenza tecnica su programmi CAD e di grafica;
b) ha realizzato strutture dinamiche per permettere il lavoro da remoto al personale aziendale e il lavoro da casa, in estrema sicurezza, per titolari e dipendenti con particolari esigenze e funzioni;
c) si è preoccupata di approfondire il tema della sicurezza per i collegamenti intranet/internet e la protezione dei dati aziendali;
d) si occupa della progettazione di reti informatiche specificatamente studiate per ogni singola realtà ed esigenza.
venerdì 24 aprile 2009
Comuni
Italia dei comuni.
Questo sito perché da cittadino comune nato e residente nel Comune di Treviso (Regione del Veneto, Italia) io sono nella necessità di dichiarare che sono stanco, ma veramente stanco, dell'occupazione del Comune da parte del signor Giancarlo Gentilini in particolare e della Lega Nord in generale, e non capisco le scelte degli elettori trevigiani.
E Giancarlo Gentilini e la Lega Nord così sorretti dalle scelte dei trevigiani sono perfino un male minore, rispetto a quelli che il cittadino comune sopporta quotidianamente a causa di chi governa la Provincia, la Regione, il Paese e l'Unione Europea.
Siamo in mano a squadre di mediocri, perché ce li scegliamo, e quindi siamo dei cittadini mediocri, ma io non ci sto.
Lo dichiaro ai concittadini. Continuando nella rinuncia di liberarci dai mediocri ai quali offriamo le poltrone, non abbiamo speranza di migliorare la nostra esistenza. Al contrario abbiamo un'assoluta necessità di lasciare a casa tutti i furbi che ci giostrano e di riappropriarci dei diritti che pur ci saremmo dati, che non conosciamo, che evitiamo di pretendere, che per la nostra rinuncia quotidiana ci limitano nella conquista di una società migliore.
Agli adulti, ai più avanti in età, non ci spetteranno giorni passabili se rinunciamo a costruirceli per noi e per i nostri figli.
Ai giovani, e ai meno giovani, magari a quelli che lamentano mancanza di prospettive, rivolgo l'invito ad inventarsi l'oggi, qualunque sia la situazione dalla quale possono muoversi. Meno lamentele e più fatti, cominciando da se stessi e mirando subito ad esercitare i propri diritti, in ogni manifestazione del quotidiano.
Non accoppio i diritti ai doveri, perché non si può esercitare la conquista dei propri diritti senza proporci come cittadini ligi ai propri doveri.
Viviamo nel Paese più ricco di testimonianze del passato che esista al mondo. Non possiamo vivere e campare del nostro passato, sebbene lo possediamo e abbiamo diritto a sfruttarlo al meglio. Con la ricchezza che ci proviene dal nostro passato non possiamo permetterci disoccupazione, a meno che non ammettiamo la disoccupazione perché dal passato non sappiamo trarre insegnamento, o peggio perché ci sta bene. Io non desidero vivere tra concittadini mediocri, e dichiararmi cittadino comune non significa accettare la mediocrità, ma solo manifestare rispetto verso chiunque altro, più o meno meritevole di me. Un "comune" ideale per conviverci, con reciproco vantaggio.E non posso omettere la raccomandazione da nordista al sudista: sfrutta la fortuna di vivere nel nostro meraviglioso sud e quindi: sgobba!
Questo sito perché da cittadino comune nato e residente nel Comune di Treviso (Regione del Veneto, Italia) io sono nella necessità di dichiarare che sono stanco, ma veramente stanco, dell'occupazione del Comune da parte del signor Giancarlo Gentilini in particolare e della Lega Nord in generale, e non capisco le scelte degli elettori trevigiani.
E Giancarlo Gentilini e la Lega Nord così sorretti dalle scelte dei trevigiani sono perfino un male minore, rispetto a quelli che il cittadino comune sopporta quotidianamente a causa di chi governa la Provincia, la Regione, il Paese e l'Unione Europea.
Siamo in mano a squadre di mediocri, perché ce li scegliamo, e quindi siamo dei cittadini mediocri, ma io non ci sto.
Lo dichiaro ai concittadini. Continuando nella rinuncia di liberarci dai mediocri ai quali offriamo le poltrone, non abbiamo speranza di migliorare la nostra esistenza. Al contrario abbiamo un'assoluta necessità di lasciare a casa tutti i furbi che ci giostrano e di riappropriarci dei diritti che pur ci saremmo dati, che non conosciamo, che evitiamo di pretendere, che per la nostra rinuncia quotidiana ci limitano nella conquista di una società migliore.
Agli adulti, ai più avanti in età, non ci spetteranno giorni passabili se rinunciamo a costruirceli per noi e per i nostri figli.
Ai giovani, e ai meno giovani, magari a quelli che lamentano mancanza di prospettive, rivolgo l'invito ad inventarsi l'oggi, qualunque sia la situazione dalla quale possono muoversi. Meno lamentele e più fatti, cominciando da se stessi e mirando subito ad esercitare i propri diritti, in ogni manifestazione del quotidiano.
Non accoppio i diritti ai doveri, perché non si può esercitare la conquista dei propri diritti senza proporci come cittadini ligi ai propri doveri.
Viviamo nel Paese più ricco di testimonianze del passato che esista al mondo. Non possiamo vivere e campare del nostro passato, sebbene lo possediamo e abbiamo diritto a sfruttarlo al meglio. Con la ricchezza che ci proviene dal nostro passato non possiamo permetterci disoccupazione, a meno che non ammettiamo la disoccupazione perché dal passato non sappiamo trarre insegnamento, o peggio perché ci sta bene. Io non desidero vivere tra concittadini mediocri, e dichiararmi cittadino comune non significa accettare la mediocrità, ma solo manifestare rispetto verso chiunque altro, più o meno meritevole di me. Un "comune" ideale per conviverci, con reciproco vantaggio.E non posso omettere la raccomandazione da nordista al sudista: sfrutta la fortuna di vivere nel nostro meraviglioso sud e quindi: sgobba!
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