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giovedì 26 maggio 2011

Referendum


Ai quattro referendum del 12 - 13 giugno 2011, io non andrò a votare, perché desidero che non sia raggiunto il quorum del 50% più uno.
Oggi ho ricevuto comunicazione che lo Stato mi ha rimborsato un credito d'imposta risalente al 1997.
Ripeto 1997!!!
Allo Stato sono occorsi 14 anni. Due decimi della mia vita!
Mantengo un apparato di sanguisughe e mangiapane a tradimento super stipendiati.
Pretendo che non mi si infastidisca con referendum e che ci si occupi di amministrare meglio il Paese.
Chi ricorre a promuovere referendum ci confonde con fumo negli occhi e produce un'opposizione solo di parole e sprechi.
Motivi più che sufficienti per bocciare i quattro referendum.

lunedì 16 maggio 2011

Politica

La politica riguarda tutti i soggetti facenti parte di una società, e non esclusivamente chi fa politica attiva perché opera nelle strutture deputate a determinarla.

La politica è l'occuparsi in qualche modo di come viene gestito lo stato o le sue substrutture territoriali.


Quanto precede serve a introdurre la manifestazione della mia avversione nei confronti di chi non vota, o riconsegna scheda bianca. A meno che il non recarsi a votare serva a non fare raggiungere il quorum e sia espressione di contrarietà verso la presentazione di un quesito referendario.

A una consultazione elettorale non ammetto giustificazioni per il non recarsi all'urna e non esprimere un voto valido, perché sono convinto che una scelta personale sia sempre possibile. Anche scelta di civile protesta.

Chi non esprime un voto valido è un codardo.

Chi non vota alle elezioni dovrebbe sempre tacere e non esprimere mai dissenso, infatti ha rinunciato a esprimere la propria volontà nell'unica forma accettabile in una società civile.